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Diario

Le goût est personnel, le problème c'est de l' avoir en premier lieu

Il gusto è personale, il problema è averlo in primo luogo

Penso che sia raro, se non quasi impossibile, trovare qualcuno a cui non piacciano le "tagliatelle", e se esistono - state tranquilli - li guarderei con sospetto.     Un'eredità etrusca, greca e Romana L'origine delle tagliatelle può essere fatta risalire ai romani, intorno al 35 a.C., quando il celebre poeta Orazio parlava di "lagane" ai ceci: sembrerebbe che si trattasse di pasta fatta con larghe strisce di impasto a base di grano, molto simili alle lasagne di oggi, da cui l'origine in comune con le tagliatelle.   Se hai scoperto la famiglia Borgia grazie a Netflix: Nel 1493 in occasione del passaggio in città di Lucrezia Borgia che si dirigeva verso Ferrara per sposare il duca Alfonso d'Este, Giovanni II di Bentivoglio, signore di Bologna, chiese al cuoco di corte Mastro Zefirano di preparare una ricetta speciale. In onore dei capelli biondi della nobildonna, cucinò una nuova pasta, tagliando le lasagne bolognesi tradizionali in lunghe strisce dorate, dando così forma alle cosiddette tagliatelle.   Il detto popolare: Nel 1891, Pellegrino Artusi scriveva: « Conti corti e tagliatelle lunghe, dicono i Bolognesi, e dicono bene, perché i conti lunghi spaventano i poveri mariti e le tagliatelle corte attestano l'inesperienza di chi le ha fatte e, così servite, somigliano a un avanzo di cucina"   Bella Ciao tagliatelle: Questi nastri di pasta all'uovo dorati, tradizionalmente serviti con ragù, possono facilmente essere definiti come uno dei piatti-monumento dell'Italia e tra uno dei tanti riferimenti culinari italiani ma non è sempre stato così: Durante il periodo fascista, lo scrittore futurista Filippo Tommaso Marinetti, come atto di provocazione paradossale, propose l'abolizione delle tagliatelle e dei maccheroni perché erano considerati cibi "antivirili" e "antiguerrieri". Una pasta non binaria Tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo, Artusi intervenne nella definizione dell'identità di questa pasta. Secondo il gastronomo di Forlimpopoli, il termine era in precedenza maschile, " tagliatelli ", pur riportando che l'ecclesiastico romagnolo Tommaso Garzoni preferiva il suo uso al femminile, "tagliatelle".   Complicarsi la vita, ma con classe Quel che è certo è che il nome tagliatella deriva dal verbo "tagliare" nel 1972 la delegazione bolognese dell'Accademia Italiana della Cucina ha depositato presso la Camera di Commercio della città la misura della vera tagliatella, con un campione in ORO. La dimensione perfetta delle tagliatelle sarebbe stata la 12.270esima parte dell'altezza della Torre degli Asinelli, ovvero circa 7 mm. cruda (circa 8 mm una volta cotta). Lo spessore non è stato definito ma per tradizione si colloca tra 6 e 8 decimi di millimetro. Campanilismo: "Attaccamento esagerato e limitato alle tradizioni e costumi della propria città." Dal Nord al Sud, ogni regione della nostra Penisola ha la propria versione dei "Tajarin" piemontesi "Fettuccine" del Lazio. La loro terra d'elezione rimane tuttavia l'Emilia-Romagna, in particolare quella zona gravitante intorno a Bologna fino a Firenze, dove si trovano moltissimi tipi diversi di tagliatelle tutte di forme leggermente differenti ma accomunate dallo stesso tema: "tagliolini", "tagliole" "taglierine" "Pappardelle" . Ogni regione d'Italia rivendica il titolo di pasta più golosa, nonostante si prestino a diversi condimenti e siano tutte straordinariamente deliziose.   @Orgastaparis: per mettere a nudo la natura della pasta. Claudio, fondatore di Orgasta, e produttore di pasta fresca a Parigi, è pronto a condividere con tutta la sua passione il suo savoir-faire così come la sua conoscenza e il suo senso dell'umorismo attraverso i laboratori-gustativi a tema, come la preparazione delle tagliatelle; più info su www.orgasta.net. Grazie per aver dedicato del tempo a leggere il mio blog, alla prossima settimana!

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