Il grano è un cereale coltivato da migliaia di anni. La sua origine è incerta, ma si ritiene che provenga dal Medio Oriente. Nel corso del tempo, si è diffuso in tutto il mondo ed è stato coltivato in numerose regioni, compresa l'Italia.
L'evoluzione del grano è stata caratterizzata da numerose mutazioni genetiche che hanno portato alla creazione di diverse varietà. Le varietà più comuni in Italia sono il grano duro e la semola, utilizzati per produrre la pasta fresca.

La pasta fresca ha una lunga storia in Italia. Orazio fornirà ai posteri uno sguardo sulle antiche lasagne dell'epoca romana. I soldati romani consumavano la pasta come fonte di cibo pratico e facile da trasportare durante le loro campagne militari. Gli italiani hanno continuato a consumare pasta nel corso della loro storia, ma è con l'unificazione dell'Italia da parte di Garibaldi nel 1861 che la pasta è diventata un elemento importante dell'alimentazione nazionale.
Il grano duro e la semola sono stati particolarmente importanti nella cucina italiana grazie al loro elevato contenuto di glutine, che permette di produrre pasta soda e resistente alla cottura. Gli italiani hanno sviluppato un'ampia varietà di formati di pasta, ciascuno adatto a un sugo o a una preparazione specifica.
Oggi, la pasta è un alimento base in molti piatti italiani, come le lasagne, i cannelloni e gli spaghetti. La cultura della pasta fresca ha conosciuto un notevole sviluppo con la diffusione della cucina italiana in tutto il mondo.


